Visto che ormai ogni genere di notizia si trova online nelle forme più svariate qualcuno ha ben pensato di far pagare ... le notizie online.
Ai lettori, per di più.
Geniale, oserei dire.
Forse ancora si fa fatica a capire che oggi non sono più solo i giornalisti che "fanno" le notizie, ma anche una piccola percentuale tra quei lettori che amano condividere, anche senza essere pagati.
La conseguenza è che la notizia viene riportata da più punti di vista differenti. Ed ognuno crede alla versione che più lo convince.
Si pensa di far pagare la qualità, le analisi filtrate ... da uno solo o da un gruppo di referenziati giornalisti.
Un pò come entrare in un bar dove la gente chiacchera in merito ad un particolare argomento e tentare di vendergli un parere relativo allo stesso argomento.
Io sono disponibile a pagare per il tuo articolo dopo che me l'hai fatto leggere, se mi è piaciuto, ad un prezzo che decido io (quando le banche vorranno finalmente degnarci di micropagamenti che abbiano un senso).
Se il tuo pezzo per me non vale, non te lo pago. E ringrazia che te l'ho letto, che ti ho dato la mia attenzione.
Cosa conta di più ? Che io ti faccia guadagnare o che io ti faccia risparmiare (i costi di marketing) ?
La domanda a questo punto non può che essere retorica: non è che come al solito ha valore solo ed esclusivamente quel qualcosa che gli antichi chiamavano margine, cioè la differenza tra ricavi e costi ?
Nel futuro per me succederà che i tuoi lettori, le persone che guardano i tuoi video, saranno loro a decidere il tuo margine.
Unici esclusivi responsabili della più importante variabile del tuo marketing.
Anzi, dicevano che l'esistenza di una centrale a 100 km da casa nostra è una buona ragione per farne un'altra IN casa nostra.
Insomma, totale assenza di dialogo, confronto, contradditorio con i giornalisti di Report. Come se la puntata non fosse mai trasmessa. Nemmeno un cenno, anzi, l'esatto contrario.
Due versioni diametralmente opposte di una stessa realtà.
Ricercatore indipendente INesperto (via via sempre meno ;-) di Marketing e Partecipazione nei nuovi Media.
Vorrebbe capire come internet possa aiutarci a generare insieme profitto sociale, ricchezza condivisa.
Giovanni Gog è l'identità "online" generata, per motivi di privacy e non solo, da un consulente di Marketing OFF line REALE:
- intermediario di informazioni, esperienze, conoscenze di Marketing OFF line
- 15 anni di esperienza di marketing tradizionale presso aziende del largo consumo
- laurea in Economia e Commercio, specializzazione Marketing.
Uffici: Milano (vicino aeroporto di Linate), Bergamo (vicino aeroporto di Orio al Serio). Consulenze nazionali e internazionali: grazie ai voli low cost, lavora anche nelle città evidenziate sulla mappa.